Recupero dati: cosa si può recuperare e cosa no

Recupero dati: cosa si può recuperare e cosa no

Quando si perdono dei dati, come dei file immagine, per esempio, lo sgomento spesso lascia spazio alla frustrazione. Si accende il computer o lo smartphone e ci si rende conto che le foto delle vacanze sono svanite nel nulla. Quando succede è il caso di pensare e reagire in modo razionale: possiamo essere di fronte a una perdita di più dati o un accidentale cancellazione. In qualsiasi caso un programma specializzato nel data recovery può facilmente recuperare quanto perduto. Ma se il danno è più profondo spesso incappiamo nella perdita quasi totale, in questo caso gli esperti sono l’ultima risorsa.

Chi sono gli esperti del recupero dati

La perdita di dati può avvenire a livelli molto più profondi e preoccupanti, come detto. Un’azienda con un grande database di fornitori, nel quale è conservato lo stato dei conti, il tragitto della merce, la rimanenza di catalogo, gli acquisti futuri, non può fare a meno di lavorare in sicurezza. Ma se c’è una perdita di dati e nessuna copia di backup, il ricorso agli specialisti del recupero dati è indispensabile. Queste agenzie di recupero dati possono arrivare a recuperare il 90% dei dati perduti, se la causa della perdita è da rintracciare in:

– Cancellazione accidentale dei file e dei dati, quando cioè cancelliamo senza volerlo dei file al posto di altri o perché abbiamo impartito un comando delete errato.
– Sovrascrittura e sostituzione di file, quando cancelliamo una vecchia versione con una nuova senza aver copiato i dati o salvato il contenuto della vecchia.
– Disco fisso corrotto, con errori ripetuti e segnalazioni di mal funzionamento, mancato accesso, improvvisi spegnimenti o riavvii del sistema operativo.
– Disco formattato, cancellato o partizione errata, quando si procede a cancellare il disco, tramite formattazione o un comando errato relativo alla pulizia dei dati. O ci sono errori nella partizione dell’unità principale.
– Disco fisso danneggiato in modo parziale o quasi totale, dove sono presenti evidenti segnali di rottura meccanica o danneggiamento per esposizione ad agenti atmosferici ed elementi.

I dati possono essere recuperati da tutte le tipologie di file: digitali, multimediali, testuali, compressi. E da supporti magnetici di conservazione, dai più vecchi come i dischetti floppy, fino alle memory card, le memorie flash, le pen drive e i dischi esterni.

Perdita di dati da danno fisico all’hard drive

Il recupero fisico è quello più complicato: le procedure informatiche non servono in quanto il danneggiamento è nell’hardware. Si pensi agli specialisti delle forze dell’ordine che compiono delle indagini su computer danneggiati volontariamente da chi vuole cancellare dei dati. Il danno fisico può essere irreparabile e può essere provocato persino da un virus. Basta per esempio che ilconsumo della cpu aumenti fino a creare un surriscaldamento che brucia la scheda madre. Da qui ad arrivare al disco fisso è un attimo. In generale, la principale causa di perdita di dati è l’errore umano: un comando di risposta errato a un errore logico e inaspettato. La risposta principale alla perdita di dati è un riavvio, che però può completare, per esempio nei casi di attacchi virus o di hard disk, la procedura di cancellazione, aggravando il quadro.

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