Le luci elettriche

Le luci elettriche

La luce elettrica è nata per merito di Cruto e di Edison come luce a incandescenza ed ha subito continui miglioramenti e sviluppi. Attualmente le luci elettriche possono essere suddivise in luci a filamento e luci a conduzione gassosa o a scarica.

Le luci a filamento, dette anche luci a incandescenza, constano di una ampolla di vetro (in cui un tempo veniva fatto il vuoto mentre attualmente viene immesso gas inerte), nella quale ha sede un filamento sottilissimo che quando viene percorso da corrente elettrica in ambiente privo di ossigeno diventa incandescente senza bruciare. L’evoluzione di queste luci (che se di potenza limitata vengono piú comunemente dette lampadine) si fonda piú che altro sulla ricerca del materiale piú adatto per la fabbricazione del filamento, il quale deve avere la massima capacità illuminante e la durata piú lunga possibile.

Dai filamenti di carbone usati nelle prime luci da Edison nel 1880, che duravano solo qualche centinaio di ore, si è passati via via ai filamenti di pasta di cellulosa trafilata e carbonizzata, a quelli di carbone grafitizzato e metallizzato e infine ai filamenti metallici di tantalio e di tungsteno, che attualmente costituiscono i tipi più diffusi. Le luci elettriche a filamento di tungsteno sono dette anche luce mezzo watt, in quanto danno un’intensità luminosa, in direzione dell’asse normale al filamento, di una candela internazionale per ogni mezzo watt di potenza assorbita. Il filamento che in un primo tempo era diritto è stato successivamente avvolto ad elica o a spirale per diminuire l’ingombro e concentrare maggiormente la sorgente di luce; inoltre, grazie all’elevatissimo punto di fusione del tungsteno, può raggiungere temperature superiori ai 3000 0C. Sempre a filamento ma dotate di potenza illuminante molto superiore sono le luci per proiezione, per cinematografia, per ripresa e per fotografia. Tra queste ultime vanno ricordate le luci a lampo di luce, dette comunemente flash, che permettono l’esecuzione di fotografie negli interni o comunque in ambienti scarsamente illuminati. Le luci a conduzione gassosa o a scarica constano di un’ampolla, generalmente di for-ma cilindrica molto allungata, contenente due elettrodi in atmosfera di gas rarefatto: tra i due elettrodi viene prodotta una scarica luminosa che viene successivamente trasformata in arco permanente, la cui intensità dipende dalla tensione applicata e dalla natura del gas contenuto nella ampolla.

Alle L. a scarica appartengono i tubi fluorescenti, i quali dànno un rendimento nettamente superiore ai metodi a incandescenza. Una luce a incandescenza da 40 W irradia 900 lumen; rendimenti quasi doppi danno luce da oltre 1000 W. Le luci fluorescenti sono costruite secondo diverse varianti; il tubo più comune da 40 W, diametro 38 mm, lunghezza 1200 mm, a catodo caldo, da piú di 2000 lumen, e quindi cinque volte tanto la luce a incandescenza corrispondente. Per contro richiede, per essere acceso, un reattore e spesso uno starter (avviatore), ché costituiscono altrettante complicazioni. La durata di un tubo fluorescente è generalmente garantita al-meno per 5000 ore, le luce a incandescenza per 1000 ore; la durata di un tubo fluorescente può essere però influenzata dal numero di accensioni, diminuendo con l’aumentare di tale numero. Esistono tre varianti di tubi fluorescenti: quello detto a catodo caldo o a bassa tensione, il tipo slimline a media tensione, quello a catodo freddo o ad alta tensione. Il tipo a catodo caldo richiede lo starter e presenta un certo ritardo all’accensione; ora viene costruito anche per adescamento senza starter e di maggior robustezza (la denominazione «instant start» si riferisce ad un tipo ad accensione istantanea). Il tipo slimline non richiede starter, è ad accensione istantanea, si accende anche con basse temperature. Infine il tubo a catodo freddo, e piú prossimo come costruzione a quella dei tubi al neon, ha diametri minori e anche notevoli lunghezze, non richiede starter, funziona anche a basse temperature. Le luci a incandescenza sono di piú semplice montaggio che i tubi fluorescenti; i relativi attacchi sono del tipo a baionetta (Swan) generalmente su navi, treni e veicoli in genere, oppure del tipo a vite (Edison). Per quanto riguarda la filettatura Edison, che interessa l’Italia, il tipo normale è l’E27, ma esistono anche i tipi micromignon E10, mignon E14 e golia E40 (il numero indica il diametro esterno della vite). Gli attacchi a baionetta sono il B22 e il B15 (anche per auto). I tubi fluorescenti hanno normalmente una lunghezza di 1200 o piú raramente di 600 mm. e anche meno, ma i tipi slimline possono arrivare anche a 2450 mm. e i tipi a catodo freddo anche molto di più, a piacere.

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