La battaglia che ha cambiato la storia: Ottaviano vs Antonio

La battaglia di Azio
  1. Un pessimo inizio. Per un crudele scherzo del destino le truppe di Antonio furono colpite dalla malaria mentre attendevano la flotta di Ottaviano. Di conseguenza, molte delle navi restarono a corto di uomini. Antonio fece appiccare il fuoco alle navi non governabili, mandandone gli uomini a rafforzare gli altri equipaggi.
  2. Tradimento fatale. Ottenuti i piani di battaglia di Antonio da un generale disertore, Quinto Dellio, Ottaviano li sfrutta per portarsi fuori dalla portata delle massicce navi di Antonio. Quest’ultimo non riesce perciò ad attuare il suo piano di rimanere sempre protetto dalla costa. Quando l’alba del 2 settembre annuncia una giornata chiara e limpida, Antonio non ha altra scelta se non spostarsi nella sua posizione e affrontare a viso aperto il nemico.
  3. Ottaviano fa la sua mossa. Ottaviano ordina alla sua flotta di mettersi in formazione davanti al golfo. Mentre le gigantesche e impressionanti galee di Antonio si avvicinano, il comandante della flotta di Ottaviano, Agrippa, estende improvvisamente la sua ala sinistra nel tentativo di avvolgere in una morsa la fiancata destra di Antonio in avanzamento.
  4. Manovra a sorpresa. Lucio Policola, che conduce l0ala destra di Antonio, si allarga verso l’esterno per affrontare le navi di Agrippa, che avanzano. Di conseguenza la sua formazione si stacca dal centro della flotta di Antonio, lasciando un varco. Gli equipaggi di Antonio non hanno esperienza, e questa manovra getta l’intera flotta nel panico e nella confusione totale.
  5. La battaglia dei due centri. Con il centro di Antonio indifeso e in confusione, Lucio Arrunzio – che comanda il centro di Ottaviano – spinge le sue navi in avanti a grande velocità, contro il centro del nemico. La battaglia esplode violenta.
  6.  Lo scontro cresce d’intensità. Poichè nessuno dei due schieramenti è in grado di avere la meglio sull’altro a causa dell’eccessiva vicinanza, la battaglia navale si trasforma in un corpo a corpo: gli uomini, muniti di scudi, lance e frecce, tentano di abbordare le navi nemiche. I due fronti si attaccano e si ritirano per molte ore, senza che nessuno possa prevalere definitivamente sull’altro, finchè la stanchezza non ha il sopravvento su entrambi. Dai ponti di Antonio piovono una serie di proiettili infuocati che ne coprono le navi con una coltre di fumo denso e nero.
  7. La regina batte in ritirata. Osservando lo svolgersi della battaglia dal retro della flotta di Antonio, Cleopatra sente crescere la frustrazione e decide infine di fuggire con le sue navi: dà il segnale di ritirata verso il mare aperto. Le 60 navi egiziane, con il favore del vento, si allontanano dalla battaglia.
  8. Antonio fugge. Non avendo colto il segnale di Cleopatra, Antonio osserva sbigottito dalla sua nave l’improvvisa fuga della sua amante. Il panico e la confusione dilagano rapidamente tra le sue truppe. Antonio salpa frettolosamente sulla scia di Cleopatra, portandosi dietro 40 galee.
  9. Il comandante sconfitto. Ormai a distanza di sicurezza, Antonio si sbarazza delle torri in legno massiccio che appesantiscono le sue navi e così può raggiungere la flotta di Cleopatra in fuga. La regina gli consente di abbordare la sua galea reale, ma Antonio non se la sente di affrontare l’amante, dopo quella sconfitta e la fuga ignominiosa. Immobile a prua della sua nave, resta con la testa tra le mani per molte ore, senza rivolgere a nessuno la parola.
  10. Le ultime ore. Non tutte le navi di Antonio riescono a seguirlo nella ritirata, ma perdere così tante navi in un solo colpo segna anche il destino di quelle rimaste. Combattono a lungo nella notte, ma il bel tempo si guasta rapidamente e una violenta burrasca si abbatte sulle galee. Ormai sconfitta e rimasta senza il suo comandante, la flotta restante di Antonio si arrende.
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