Internet potrebbe aiutare a superare la crisi

Internet potrebbe aiutare a superare la crisi

L’Italia è un paese profondamente in crisi, oserei dire comatoso, eppure a sentire Tim Berners-Lee, il fondatore del world wide web, non utilizza internet come dovrebbe: cioè per fare economia e fare uscire le aziende italiane dalla crisi. Che non suoni falso, ne strano lo sappiamo tutti e non è nemmeno questione di digital divide, rispetto per esempio ai paesi del Nord Europa. E’ più una questione culturale tradizionale, come se il paese fosse rimasto ancorato ai vecchi schemi del mercato e del commercio, subendo le conseguenze di questa ottusa passività.

La rete, infatti, superato il primo momento della bolla speculativa, ha dimostrato senza timor di smentita che è un luogo ideale dove vendere prodotti, servizi e pubblicità. All’inizio dell’avventura di internet, soprattutto alla fine degli anni Novanta, dopo la quotazione al Nasdaq di E-Bay e Amazon, c’era molto scetticismo intorno alla possibilità di creare un’economia sul web e la bolla speculativa sembrava confermarlo. Il livello raggiunto oggi da Amazon, sbarcato in Italia lo scorso anno con un record immediato di ordinativi, smentisce definitivamente queste fosche previsioni, grazia anche allo sviluppo di giganti commerciali nel settore della pubblicità, quali Google (che ha un modello di business molto più vincente di Yahoo!) e Facebook.

Nel rapporto di Berners-Lee si evidenzia come gli italiani non credano alla rete, non in termini di semplificazione e opportunità di lavoro. Eppure molti italiani, anche grazie a Facebook, sono connessi, almeno 21 milioni secondo le statistiche più recenti. Il problema di trovare finanziamenti per start-up si riflette anche nella povera capacità di innovazione e nella scarsa capacità di incubare idee. Nonostante i sogni tipici dei geek di tutta Italia, realizzazione come Google e Facebook sono possibili solo se intese col loro alveo naturale, l’università che li ha partoriti, anche se di straforo (Stanford e Harvard). Da noi queste basi di eccellenza non esistono. Che l’Italia sia un paese arretrato dal punto di vista del web lo dimostra anche un dato quasi esilarante e contraddittorio: nonostante la grossa mole di partiti e punti di vista politici, tipici del bailamme italiano, l’indice di diffusione nel web dei partiti più grandi è pari a quello della Svizzera o dell’Islanda. Mentre il livello di informazioni di tipo istituzionale o governativo e appena più della metà dell’indice raggiunto dagli Stati Uniti, in linea con quanto prodotto dalle istituzioni turche.

Non deve sorprende che con tali premesse, sia estremamente difficile fare impresa in Italia, assumendo internet come veicolo promozionale e di ricerca.

(Visited 1 times, 1 visits today)

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *