Internet delle cose

Internet delle cose

Tra 5 anni 25 miliardi di dispositivi diversi saranno connessi in Rete: bracciali, orologi, elettrodomestici e perfino lampadine….Nuovi obiettivi sensibili per gli hacker che vogliono rubare i nostri dati. Ecco quali pericoli dovremo affrontare. Presto il nostro modo di navigare in Rete verrà stravolto dalla massiccia diffusione di oggetti connessi di tutti i tipi. Non solo indossabili come orologi, occhiali e bracciali ma anche frigoriferi, lavatrici, lampadine, automobili e addirittura strumenti per il controllo del traffico come semafori e cartelli stradali o sistemi per la sicurezza domestica.

È la grande rivoluzione di Internet delle cose, in inglese Internet of Things (loT). Tutti questi dispositivi, dal più semplice al più complesso, avranno in comune il fatto di essere collegati ad un router, quasi sempre in modalità Wireless oppure alla rete 3G o 4G e saranno caratterizzati da un’interfaccia che ci permetterà di controllarli in ogni momento, anche a distanza.
Una rete di connessioni Gli oggetti che tutti insieme andranno a comporre il vasto mondo di Internet delle cose non sono solo connessi alla Rete ma sono anche in grado di interagire con una intelligenza centrale, che ha il compito di mettere in comunicazione i diversi dispositivi tra di loro. Inoltre interagiscono con l’utente, cioè noi, che possiamo comandarli attraverso il nostro smartphone o tablet. Per fare un esempio, perché una lampadina appartenga a tutti gli effetti all’ecosistema loT, non basta che sia connessa in Rete. Deve essere in grado di “sapere” che ore sono e se siamo in estate o in inverno per accendersi quando cala il sole. Deve darci la possibilità di controllarla con lo smartphone in modo che si possa attivare o spegnere a distanza. Infine deve anche fornire informazioni (sui consumi, sulle ore di funzionamento, etc) a un dispositivo centrale, come un computer dedicato al controllo di tutta la casa.

Troppi dispositivi poco sicuri

Secondo Gartner, società di consulenza specializzata in analisi e ricerche di mercato in ambito informatico, nel corso di quest’anno verranno utilizzati 4,9 miliardi di dispositivi connessi, registrando un +30% rispetto al 2014. Entro il 2020 si stima che arriveranno a essere ben 25 miliardi. Molte aziende produttrici stanno facendo il possibile per commercializzare prodotti sicuri e affidabili, ma restano comunque tantissimi problemi legati alla sicurezza, perché la maggior parte di questi oggetti non sono pensati per essere connessi in rete.

La fretta è una cattiva consigliera

Uno dei principali fattori di rischio legati al fenomeno di Internet delle Cose è rappresentato dalla velocità e dall’entusiasmo con cui produttori e consumatori distribuiranno e collegheranno in Rete migliaia e migliaia di dispositivi. A meno che questi oggetti non vengano dotati fin dall’inizio di antivirus e sistemi di controllo adeguati, il rischio che diventino un “parco giochi” per hacker e malintenzionati di tutti i tipi è molto alto. In poche parole, secondo gli esperti del settore, la fretta delle case produttrici di diffondere dispositivi loT su larga scala e quella dei consumi è decisamente una cattiva consigliera.

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