Il trattamento con ossigenoterapia iperbarica

ossigenoterapia iperbarica

Il trattamento con ossigeno iperbarico rende possibile l’inalazione del 100% di ossigeno a una pressione maggiore rispetto a quella dell’atmosfera. Si svolge all’interno di una camera iperbarica, compressa con aria, mentre il paziente inala ossigeno a pressione atmosferica tramite una mascherina. Respirare ossigeno ad alta pressione aumenta la quantità di ossigeno nel plasma: il contenuto di ossigeno nel plasma passa dallo 0,32% del volume al 5,76% del volume. Questo aumento implica un migliore apporto di ossigeno al tessuto osseo, abbassando l’edema del midollo e riducendo la pressione intraossea oltre a migliorare il drenaggio venoso e la microcircolazione.

I benefici derivanti dal trattamento

L’ossigenoterapia è consigliata a chi ha problemi di natura ortopedica, quindi utile per curare infortuni sportivi, osteomielite, artrite infiammatoria, osteoporosi e instabilità post chirurgica.

Inoltre, questa tipologia di trattamento aumenta la tensione dell’ossigeno nel tessuto infetto, incluso l’osso, incentivando la guarigione. L’ossigeno iperbarico dà il giusto apporto di ossigeno ai fibroblasti, cellule utili per la formazione di tessuti, favorendo la guarigione e il tessuto ipossico. Tutte quelle particolari cellule che si occupano della rimozione delle ossa morte (osteoclasti) hanno bisogno di ossigeno per svolgere la propria azione correttamente e, di conseguenza, sono necessarie tensioni di ossigeno di 30-40mmHg per favorire la crescita di nuovi vasi sanguigni.

Altra nota positiva: l’ossigeno iperbarico arresta i batteri (batteriostatico) oltre a rafforzare l’efficacia di antibiotici, come amminoglicosidi, vancomicina, chinoloni e alcuni sulfamidici.

L’ossigenoterapia riduce il rischio di leucociti polimorfonucleati (PMN) che provocano un danneggiamento dei rivestimenti dei vasi sanguigni.

Osteomielite

Solitamente, la tensione dell’ossigeno nell’osso osteomielitico è scarsa e non superiore a 25mmHG di ossigeno. In questo caso, i fibroblasti non hanno possibilità di sintetizzare il collagene o migrare nell’area interessata a causa delle tensioni di ossigeno inferiori a 20mmHG. Per ripristinare il corretto funzionamento dell’attività fibroblastica è necessario riportare i livelli di tensioni dell’ossigeno oltre i 200mmHG.

Con la differenziazione dalle cellule mesenchimali simili ai fibroblasti, gli osteoblasti riversano uno strato di osso fibrillare immaturo grossolano. Questo osso immaturo viene rimpiazzato dall’osso lamellare maturo, il quale viene ricostruito attraverso il riassorbimento e la deposizione da parte di osteoclasti e osteoblasti.

Guarire i disturbi ossei

L’ossigenoterapia contribuisce alla guarigione dei disturbi ossei attraverso la stimolazione degli osteoclasti e degli osteoblasti, con il riassorbimento dell’osso morto e la creazione del nuovo osso.

In più, questa speciale terapia riattiva la microcircolazione e la produzione dei vasi sanguigni in maniera tale che l’osso in formazione riceva un giusto apporto di sostanze nutritive, ossigeno incluso. I vasi sanguigni espletano anche altre due funzioni cruciali: sostengono la funzione degli osteoclasti e scoraggiano il proliferarsi dell’infezione nell’area interessata.

E’ stato dimostrato che le fratture con infezioni e con tempi di guarigione prolungati possono subire gravi complicazioni se non gestite in maniera ottimale. Grazie all’ossigenoterapia, molti pazienti con problemi di guarigioni lente o infette, hanno migliorato la loro condizione. Dopo alcuni mesi di trattamento, oltre il 70% di loro è guarito in tempi brevissimi e, addirittura, le infezioni sono scomparse nel 95% dei casi.

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