Il fotovoltaico conviene?

Il fotovoltaico conviene?

Chi possiede un’abitazione singola e ha la fortuna di abitare in zone altamente soleggiate, come la Sardegna, la Sicilia, la Puglia e in generale tutta l’Italia almeno fino alla Toscana (per gran parte dell’anno), prima o poi avrà fatto i conti con la possibilità di installare un impianto fotovoltaico per la propria abitazione. I limiti di questo sistema di produzione energetica sono semplicemente strutturali: per trasformare la luce solare in energia occorrono dei collettori che sfruttano il principio fotovoltaico, chiamati pannelli (celle solari). Questi pannelli occupano dei metri quadri di superficie che per comodità vengono ricavati dai tetti. I tetti delle case singole sono un conto, quelli dei condomini sono un altro paio di maniche. È stato scritto che basterebbero pochi minuti di irradiamento solare al giorno per compensare tutta la domanda energetica mondiale, a patto che la Terra sia un gigantesco impianto fotovoltaico. Questo ci pone di fronte al problema dell’efficienza complessiva del sistema fotovoltaico e della convenienza economica dello stesso.

Convenienza del fotovoltaico

In sostanza: conviene il fotovoltaico? La risposta è: dipende. Dipende innanzitutto dai consumi che si prevedono di fare, da dove si abita, da quali sono i costi di installazione. Se abitate in Sicilia, in un comune della provincia di Palermo per esempio, e disponete di una casa singola, con 4 occupanti, l’installazione di un impianto fotovoltaico potrebbe essere molto conveniente, anche a causa del ricorso agli incentivi e ai piani di passaggio al rinnovabile posti in essere da quella regione. Le considerazioni sulla convenienza devono quindi avere a che fare con i consumi che contiamo di avere nel medio lungo periodo.

Quanto si può risparmiare con il fotovoltaico?

La domanda che molti si pongono è quanto in sostanza possono risparmiare. La parola chiave, sia che si abiti a Palermo, sia che si viva in Veneto (al Nord abita la maggior parte della popolazione e ci sono i maggiori consumi), la parola d’ordine è flessibilità. Bisogna saper valutare i propri consumi, analizzare al meglio come essi si dividano nell’arco di determinate fasce orarie e da qui bisogna regolarsi per sfruttare al meglio l’energia prodotta dal proprio impianto fotovoltaico, evitando di attingere alla rete Enel (o del proprio gestore locale).

Livelli di produzione di energia elettrica in proprio

Una buona percentuale di consumo di energia propria, in un sistema efficiente e redditizio, viene indicata nel 70%. Se cioè riesco a produrre il 70% dell’energia che consumo, allora posso dire che l’intero impianto – anche senza incentivi consistenti – è molto efficace e conveniente. Il taglio della bolletta energetica serve da rientro dei costi, non calcolando le detrazioni fiscali che possono arrivare al 50% degli impianti residenziali (accessibili a chi utilizzi l’impianto fotovoltaico per i consumi domestici). Nell’ambito della flessibilità vanno fatte delle considerazioni precise: la realizzazione di un impianto fotovoltaico non è un sistema plug-and-play che va bene per ogni casa. Anzi, lo studio di fattibilità fatto da un’azienda esperta nell’installazione del fotovoltaico, deve tener conto delle caratteristiche dell’abitazione, della percentuale di irraggiamento solare, della posizione geografica, del numero di occupanti, del fabbisogno energetico preventivato. In questo modo si può calcolare che tipo di potenza abbiamo necessità di installare, quali interventi edilizi si debbano fare per mantenere il sistema più efficiente possibile. Ad esempio, in abitazioni vecchie non perfettamente coibentate, lo spreco del calore potrebbe rendere vano qualsiasi passaggio a un sistema di autogestione dell’energia. Occorre pertanto valutare diverse variabili, prima di tenere conto dei costi complessivi e della convenienza economica di un sistema che è comunque considerato il futuro dell’energia.

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