Come si raccoglie l’uva?

Come si raccoglie l'uva?

L’uva si può conservare con il peduncolo secco o con il peduncolo verde. Il primo sistema offre maggior garanzia di riuscita. Di solito nella camera di conservazione si fanno dei castelli, si usano anche quelli dei bachi e su questi, dopo aver steso della paglia, si posizionano i grappoli senza che si tocchino l’uno contro l’altro. Si possono fare anche degli impianti appositi sui quali si collocano le cassette contenenti l’uva o i grappoli d’uva.

Dove si ha un fruttaio apposito si dispone l’uva in cassette basse dieci centimetri capaci da cinque a sei chili che si predispongono su scansie apposite in questo modo: lungo le pareti vengono sistemati tanti piani di legno a guisa di scansie della larghezza di cinquanta centimetri. Questi piani distano uno dall’altro venticinque centimetri. A quello più alto si dà un’inclinazione di quarantacinque gradi e man mano che si discende è minore in modo che all’altezza di metri 1,50 dal terreno sul piano deve essere orizzontale. L’inclinazione è data per rendere più facile espeditivo l’esame dell’uva durante la conservazione. Ogni piano è formato di tante assicelle larghe dieci centimetri e fissate a tre centimetri o quattro di distanza fra di loro per areare. Se il frutteto è grande si fa una doppia serie di scansie nel mezzo altrimenti si colloca un tavolo per appoggiarvi le cassette contenenti l’uva quando la si vuole osservare.

Si può anche applicare un altro sistema appendendo i singoli grappoli a degli spaghi tesi. Si fissano verticalmente nel terreno e al soffitto tante file di regoli di legno della grandezza di tre centimetri e distanti nella fila quaranta centimetri e da fila a fila settanta centimetri. Poi, al basso, alla distanza di quaranta centimetri dal terreno e successivamente alla distanza di venti centimetri si stende uno spago comune annodato semplicemente ad ogni regolo. Lungo questo spago si appendono i grappoli per l’ala e, quando non l’hanno si appendono da sotto in su, legando il grappolo con refe e allacciandole ad un piccolo uncino di filo di ferro che si mette a cavallo dello spago. In questo modo il grappolo una volta appeso non viene toccato mai, camminando tra una fila e un’altra è facile vedere i grappoli o gli acini guasti. Si ha, inoltre, maggiore pulizia poiché si può togliere ogni acino che cade, infine, si conserva una quantità d’uva considerevole in uno spazio relativamente ristretto. Altro sistema di conservazione a peduncolo secco consiste nell’appendere l’uva a spaghi entro grossi armadi posti in camere asciutte e tenuti ben chiusi.

Naturalmente questo sistema è applicabile solo per piccole quantità. Infine abbiamo il sistema di conservazione a peduncolo verde che consiste nel mettere il sarmento a cui è attaccato il grappolo, dopo averlo sfogliato, entro bottiglie piene d’acqua e contenenti un cucchiaio di polvere di carbone per evitare la putrefazione dell’acqua. Questo sistema è il più pericoloso poiché l’ambiente si mantiene molto umido. Per rimediare a ciò si tiene nel locale cloruro di calcio o della semplice calce viva.

La raccolta dell’uva si fa tagliando il sarmento che porta l’uva a tre occhi sotto il grappolo e ad uno sopra. Si tagliano poi subito le foglie per diminuire l’evaporazione e si trasportano i grappoli nel fruttaio con grande precauzione collocando subito il sarmento nelle bottiglie. Queste bottiglie hanno la capacità di gr. 125 d’acqua e si appendono ad una impalcatura a guisa di scansia nella quale sul lembo degli assi è fatta una intaccatura entro cui si fa passare il collo della bottiglia . Questi assi distano da trenta a trentacinque centimetri. Si fanno anche delle bottiglie a collo largo profonde quindici centimetri  e del diametro di cinque centimetri. Si appendono alla scansia con filo di ferro e si mettono in fila distanti quindici centimetri.

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