Le principali filosofie orientali

Le principali filosofie orientali

Spesso si commette l’errore di pensare che la filosofia sia qualcosa che appartenga solamente al mondo greco o, comunque, occidentale. In realtà, non è proprio così. Certo, i greci hanno dato un contributo straordinario alle varie forme e manifestazioni del pensiero ma anche altre civiltà hanno fatto lo stesso. Un discorso che vale, dunque, anche e soprattutto per le civiltà orientali, i cui modi di pensare sono spesso stati snobbati ma che, comunque, è bene conoscere per avere un’idea esaustiva e completa sulla storia del pensiero. 

In realtà, sono stati proprio alcuni filosofi occidentali a parlare della filosofia orientali. Tra questi ricordiamo soprattutto Hegel e soprattutto Schopenhauer. Fu quest’ultimo a cercare un punto di incontro tra la tradizione filosofica occidentale e quella orientale. Egli, infatti, aveva compreso che l’uomo è uno solo e che, dunque, se gli uomini dell’Occidente da sempre si sono posti delle domande lo stesso vale anche per quelli dell’Oriente. 

Esistono diverse forme di pensiero per quanto concerne le filosofie orientali, senza mai dimenticare che il pensiero filosofico degli orientali spesso coincide con quello religioso e che, dunque, questi due aspetti sono quasi sempre accomunati.

Induismo

L’induismo è una filosofia nata intorno al sedicesimo secolo a.C. E’ un pensiero molto ricco e pratico, nato prima dell’esperienza e della vita di Gesù Cristo e, dunque, lontano da qualunque tipo di condizionamento religioso cristiano. Si tratta di un pensiero che basa tutto o quasi sulla praticità e che cerca di trovare una risposta alle domande principali che si pongono gli uomini circa i misteri della vita. 

Questa filosofia non si basa su dogmi fissi che ogni giorno vanno rispettati. La filosofia induista si interroga continuamente soprattutto sugli aspetti più critici dell’esistenza, quelli che riguardano la povertà, la sofferenza, la morte. Solo attraverso la conoscenza, secondo gli indiani, è possibile sconfiggere il mistero della sofferenza. L’autodisciplina e l’autocontrollo sono due aspetti importanti del pensiero indiano. Si tratta di elementi che servono a tenere sotto controllo i propri desideri e a conoscere meglio le proprie debolezze. Solo attraverso la pratica si può arrivare alla verità. Ogni visione della vita va messa in pratica e se riesce a liberare le persone dalle sofferenze allora ha tutte le caratteristiche per essere una vera filosofia.

Per gli indiani, dunque, teoria e pratica vanno a braccetto nel senso che l’una senza l’altra non può esistere e che se una teoria non può essere messa in pratica non serve a nulla. Gli indiani non dividono la filosofia dalla religione, essi le considerano un tutt’uno. In questo tipo di filosofia l’uomo viene posto al centro di tutto. E’ l’uomo a dover guardare dentro di sé e a trovare le risposte di cui ha bisogno per essere felice. Secondo gli indiani, ognuno ha ciò che si merita perché esiste una sorta di giustizia morale universale che porta a ritenere che le fortune o le sfortune dell’uomo dipendono solo ed esclusivamente da lui. Non c’è altro fattore che può agire in tal senso. L’uomo, dunque, viene responsabilizzato moltissimo e viene invitato a non guardare a ciò che non ha o che non può avere.

Secondo gli induisti la realtà è una e viene identificata con il termine Brahman mentre l’io profondo dell’uomo prende il nome di Atman. L’identificazione tra Brahman e Atman porta a ritenere che è proprio Brahman-Atman la radice di ogni cosa, è tutto ciò che appare. Secondo questa filosofia non esiste il tempo, non c’è un inizio e non c’è una fine, l’uomo non solo non muore ma non nasce nemmeno e assume diversi corpi. Rimane costantemente in balia di questo ciclo di nascite e rinascite chiamato samsara. Il karma, ovvero l’azione, è l’elemento che lega l’uomo al samsara. L’uomo rinasce in un corpo successivo secondo ciò che ha compiuto nella precedente vita. Solo quando l’uomo riuscirà a sottrarsi al ciclo della reincarnazione potrà unirsi a Brahman. I saggi, pur continuando a vivere, possono liberarsi dal karma vivendo liberi dai condizionamenti del corpo e dei desideri e puntando alla liberazione grazie al sostegno della preghiera.

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