La poesia di Blaise Pascal

La poesia di Blaise Pascal

Suo padre, funzionario amministrativo del governo, si stabili nel 1631 a Parigi per curare più agevolmente l’educazione dei 3 figlioli rimasti orfani della madre in tenera età. Nella capitale francese Pascal prese a frequentare gli ambienti culturali divenendo amico dei maggiori matematici del tempo (G. de Roberval, G. Desargues, Le Pailleur) e coltivando egli stesso gli studi matematici.

Pascal: studi e formazione

In questo ambiente il piccolo Blaise si formò e si preparò ai severi studi che ben presto dovevano renderlo famoso. A sedici anni infatti esordi con degli studi sulle coniche (Essay pour les coniques) e a diciannove anni pensò alla costruzione di una macchina calcolatrice e intensificò le sue ricerche sulla geometria. Il 1646 segnò un’importante svolta nella vita spirituale di Pascal, il quale si votò al giansenismo, dottrina che ben si addiceva alla sua esatta mentalità, rigidamente formatasi negli studi matematici. In questo il periodo in cui Pascal sviluppò simultaneamente gli studi teologici e quelli scientifici, iniziando fra l’altro gli esperimenti di fisica sul tubo barometrico, che dovevano portarlo ai celebri studi sulla pressione atmosferica e sull’equilibrio dei liquidi. Intorno al 1653 la sua fede religiosa subì un offuscamento ed in questo periodo le uniche ricerche Pascal le fece nel campo probabilistico. La crisi scientifica e religiosa durò però ben poco, perchè circa due anni dopo egli ricominciò a svolgere un’attività teologica che è testimoniata nelle 18 petites lettres, note come le Provinciales. In tali lettere Pascal confutò le teorie dei gesuiti del tempo, dei molinisti e dei casisti. Queste polemiche provocarono l’intervento della Santa Sede che condannò la morale lassistica e propugnò un deciso ritorno ai principi ortodossi della fede cristiana. Negli anni che seguirono il 1657, Pascal ritornò sporadicamente agli studi fisici e matematici perchè attese alla sua grande opera religiosa Apologie de la religion chrétienne, la quale, fra l’altro, non venne mai terminata ed uscì in frammenti sparsi (dal titolo famoso, Pensées).

Trascorse gli ultimi anni della sua vita presso la sorella Gilberta che lo assistè amorevolmente e lo aiutò a sopportare le sofferenze delle sue malattie, alcune delle quali contratte in giovane età. Pascal mori all’inizio dell’estate del 1662, e venne sepolto a St. Ettienne-du-Mont, nella chiesa in cui fu sepolto anche Racine.

La filosofia di Pascal

Il pensiero filosofico di Pascal approfondisce, come pochi, la realtà antitetica e contradditoria dell’uomo concreto, mistero di debolezza e grandezza, di peccato e di grazia, sempre intimamente combattuto tra ragione e cuore, nell’intento di dimostrare come soltanto la religione cristiana possa offrire una risposta pacificante ai suoi contrastanti problemi. Pascal si oppone pertanto al razionalismo ottimistico come allo scetticismo ateo e pessimistico; al razionalismo Pascal rimprovera di non curarsi del dramma dolente della condizione umana, rifugiandosi in un mondo ideale dove non incidono nè il peccato, nè la debolezza, nè la morte, sfociando in un deismo astratto che non interessa le vere scelte della vita. Allo scetticismo ateo Pascal contesta di fermarsi alla miseria dell’uomo, senza riconoscere la grandezza e la potenza del pensiero: «Per lo spazio l’universo mi comprende e mi inghiotte come un punto; per il pensiero, io lo comprendo». Les Pensées di Pascal (opera diffusa in molte lingue) restano un documento che mantiene integro il suo fascino di tormento e di autentica ricerca umani. Nel pensiero di Pascal hanno trovato suggerimenti le correnti moderne dello spiritualismo cristiano e della filosofia e teologia esistenziale, quali, ad esempio, una ricerca di Dio che non ricorra a prove cosmologiche, ma come affermazione (scelta, opzione) che emerge dall’intima condizione dell’uomo; l’esigenza di superare il dio dei filosofi per l’incontro col Dio vivente della religione; l’antitesi tra autenticità e divertissement, i concetti di «noia», di «scelta», ecc. Le opere matematiche di Pascal sono:

a) studi geometrici su Euclide, Archimede e Apollonio, studi sulle coniche che possono sintetizzarsi nell’opera Conicarum opus completum;

b) studi aritmetici sul cosiddetto triangolo aritmetico e sul trattato degli ordini numerici. Rientrano in tale calcolo alcune formule fondamentali sugli integrali;

c) studi sul calcolo delle probabilità.

Le principali opere fisiche sono invece:

a) trattato sull’equilibrio dei liquidi e della massa dell’aria;

b) trattato sui fenomeni idraulici;

c) studi sparsi su problemi di fisica generale.

Oltre che iniziatore del calcolo delle probabilità, Pascal fu il primo matematico che introdusse il calcolo strumentale. Poco più che diciottenne egli infatti ideava e faceva costruire una macchinetta (la pascaline), formata da una serie di rotelle contatrici (cifrari), collegate meccanicamente fra di loro; con tale macchina, previa la semplice impostazione degli addendi, era possibile effettuare la somma automaticamente.

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