La lessicografia moderna

La lessicografia moderna

Dal primi glossari risalenti all’VIII secolo e via via sviluppatisi raggiungendo un numero considerevole — specie nei seec. XIV e XV ed aventi lo scopo di dare corrispondenze fra il latino e il volgare e di tradurre da un volgare all’altro — si giunse ai vocabolari bilingui e alle nomenclature e ai manuali di conversazione.

I vocabolari in Italia

I primi vocabolari alfabetici apparvero in Italia nel sec. XVI. o furono superati in importanza dal famoso Vocabolario degli accademici della Crusca, che fornì l’esempio a quanti vocabolari europei del Seicento e del Settecento si andarono pubblicando non soltanto in Italia ma anche In Europa. Si collega al vocabolario della Crusca, ad esempio, l’Importante Diccionario della Real Academie Espanola. Con intendimenti più moderni fu pubblicato nel sec. XIX il Dentsches Vinnertinch dei fratelli Grimm in Germania e, in Inghilterra, il New English Dictionary.

A cosa servono i dizionari

Il compito del grandi dizionari in genere è quello di annotare tutti i vocaboli nelle loro varie accezioni, ed inoltre tutte le locuzioni che, come gli stessi vocaboli, siano o siano state in uso nella lingua di cui trattasi. Difficili sono le delimitazioni fra il dizionario, che fornisce semplicemente delle definizioni e l’enciclopedia che invece si propone di fornire delle descrizioni tanto è vero che esistono opere miste, vale a dire dizionari enciclopedici. Il compito poi dei vocabolari bilingui o plurilingui é quello di fornire delle traduzioni e, siccome una parola ha in un’altra lingua spesso corrispondenti approssimativi, spetta al lessicografo illustrare teli corrispondenze.

I vocabolari dialettali

Esistono pure dei dizionari dialettali, i quali si propongono per lo più di raccogliere il patrimonio lessicale di una data località o di una data regione, o anche di costituire una guida all’uso della lingua nazionale. Tra i più importanti dizionari dialettali è da citarsi il Glossaire des patois de la Suisse romande. I vocabolari speciali, come quelli relativi ai termini d’agricoltura, d’architettura, d’amministrazione, di medicina, ecc., si attengono prevalentemente all’ordinamento alfabetico, mentre i vocabolari metodici, o sistematici, o ideologici, i quali riuniscono il patrimonio lessicale di una lingua. vengono solitamente ordinati per categorie (ad esempio il Thesaurus of English Word, and Phrases di P. M. Roget).

In Italia i più importanti dizionari italiani nel corso dei secoli sono: il Vocabulario di cinque mina vocabuli Toschi, non meno scuri che utili e necessarij, dei Furioso, Bocaccio, Petrarca e Dante, nuovamente dechiarati e raccolti da F. Luna (sec. XVI): Il Memoriale della lingua volgare (stampato a Venezia agli inizi del sec. XVII). Al Vocabolario degli accademici della Crusca, che ebbe numerose edizioni nei sec. XVII e nel seguente, fanno seguito il Dizionario universale critico enciclopedico della lingua Italiano di F. All’orti Iseo. XVIII) e. nel sec. XIX. Il Gran dizionario della lingua italiana dl F. Cardinali e P. Costa: il Dizionario compendiato universale (poi Dizionario universale) della lingua italiana di C. A. Vanzon: il Vocabolario universale italiano compilato a cura della sedete tipografica T, Il grande Dizionario della lingua italiana pubblicato a Torino per opera di N. Tommaseo, di B. Bellini e di G. Meini. ecc.

Vocabolari nel mondo

Fra i migliori vocabolari stampati nel secolo attuale ricordiamo li Vocabolario della lingua italiana di G. Cappuccini. Il Vocabolario delta lingua italiana di N. Zingarelli ed il Grande dizionario della lingua Italiana di S. Battaglia, la cui pubblicazione si è iniziata nel 1961.

Tra i migliori vocabolari stranieri c’è sicuramente il Dictionnaire de la langue francaise di Darmesteter e A, Thomas. In Spagna, invece, sono importanti il Diccionario de la lingua castellana, pubblicato dalla Real Accademia Espanola e ripubblicato più volte.

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