La lessicografia antica

La lessicografia antica

La lessicografia fu inaugurata scientificamente da Aristotane di Bisanzio nel secoli III-II a. C. dopo che fin dal tempi dell’antichissima scuola greca era andata affermando una buona produzione glossografica, sia pure di esclusivo carattere empirico.

Il sistema di Annotane di Risanalo, che consisteva nel determinare di ogni singola voce il significato e quindi il mutamento di testo con documentazioni tolte dai glossografi e dagli scrittori, fu molto seguito da Callistrato, Artenudoro e D’odoro di Torso, tutti appartenenti alla scuola degli aristofanti. Furono studiati tra gli scrittori, in primo luogo, Omero, come dimostra lessico omerico di Apollonio Sonata e in seguito anche i tragici, i commediografi, gli altri poeti ed anche prosatori come Ippocrate.

La lessicografia nella Grecia antica

A Roma la lessicografia si svolse nello stesso modo. AI primi tentativi etimologici seguì l’affermazione della filologia vera e propria, per opera di L. Elio Stilone maestro di Varrone, il quale comparò il latino col greco, facendo derivare quello da quest’ultimo. Si affermò così una nuova forma erudita, derivata dalla vecchia glossografia anonima, finchè si giunse all’opera importantissima di Verrio Fiacco . Nel De verborum significatum  Verno, che conosciamo solo attraverso l’epitome di Festo per le lettere M-T e il compendio di Paolo Diacono, per le lettere A-Z, si trovano dati di grande valore per il lessico, con abbondanza di elementi etimologici e citazioni di poeti e prosaica fin seguito, parecchi grammatici scrissero opere di importanza glossografico-lessicale: Svetonio, Gelio e  Nonio Marcello (sec. III-IV), autore quest’ultimo di un’interessante Compendiosa dottrina.

La lessicografia nel medioevo

Al principio del Medioevo troviamo poi le Etymologiae di Isidoro di Siviglia oltre a numerosi glossari latini o greco-latini. Con l’umanesimo si arriverà alla prima opera originale: le Elegantiae di L. Valla, studio linguistico-stilistico di indubbio valore. Del tempo sono pure i lessici ortografici del Barzizza e del Tortello, varie opere di A. Mancinelli ed un vocabolario italiano-latino di Rimoderno Trincandino. Per quanto riguarda il greco sono fondamentali i due lessici di G. Crestone e quello stampato da Aldo Manuzio. Di vera lessicografia scientifica si può parlare solo per i francesi Robert I e Henri II Estienne, autori l’uno del Thesaurus latinae lingua, e l’altro del Thesaurus qraecae linguae, opera quest’ultima che costituisce ancora oggi, nella rielaborazione parigina del 1831-65, uno dei più vasti repertori linguistici esistenti. Nel XVII usciva a Lione il Glossarium mediae et infimae graecitatis del Du Cange, che si può considerare un supplemento al Thesaurus di Henribert Estienne. Più innanzi fu pubblicato il Lexicon di Forcellini che ebbe tre successive revisioni. Nei secoli XVIII e XIX fiorirono in grande quantitò ulteriori lessici greci e latini: nacque e si sviluppò la vera scienza erimologica. Il testo di lessicografia veramente importante fu il Thesaurus linguae latinae che, ideato da molti, fu iniziato solo da Wolffin.

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