Come mai la matematica è così difficile?

Perchè la matematica è così difficile?

Chi è più bravo in questa materia ha un senso innato per i numeri, presente anche negli animali.

La matematica ha un’origine biologica: questo è quanto ipotizzato da recenti studi. Non si tratterebbe, quindi, di una costruzione culturale, dovuta solo al sistema educativo: i numeri sarebbero direttamente collegati alle caratteristiche fisiche del cervello umano e di quello di numerosi animali. A questa conclusione stanno giungendo vari studi di neurobiologia. Rane, pulcini, scimmie, pappagalli e altre specie dimostrano un senso innato per i numeri, spesso determinante anche per la sopravvivenza. Anche popoli che non hanno elaborato un sistema matematico sviluppato, come alcune tribù amazzoniche che sanno contare solo fino a cinque, sono in grado di eseguire calcoli di grandezze maggiori, al pari degli altri. I bambini di pochi mesi, sempre secondo recenti studi, sarebbero capaci persino di eseguire stime probabilistiche, pur se minime e non esplicite. Uno studio condotto presso popolazioni indigene, come i kaqchikel del Guatemala, ha dimostrato come individui adulti e privi di istruzione siano capaci di stimare la probabilità e le proporzioni tanto correttamente quanto bambini che hanno ricevuto un’istruzione scolastica formale.

Numerosi studi si sono chiesti come si sia passati dalla matematica innata, che condividiamo con gli animali, al sistema molto complesso della matematica formale e simbolica. Alcuni ritengono che le cose siano relazionate. Altri sostengono che chi ha più spiccato senso dei numeri è anche più dotato in matematica a scuola. Quel che è certo è che non ci sono scuse: per essere bravi bisogna studiare molto.

Anche gli animali contano

Nel parco nazionale del Serengeti, in Tanzania, come ha dimostrato uno studio, le leonesse decidono di reagire o meno all’intrusione di un branco avversario in base al numero di invasori di cui è composto. Le leonesse, che si occupano della difesa del branco, riuscirebbero a contare gli avversari su base visiva, dai versi e dai ruggiti che ascoltano.

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