Che differenza c’è tra la persona fisica e la persona giuridica?

Che differenza c'è tra una persona fisica e una persona giuridica?

Indipendentemente dalla sua capacità giuridica, il diritto identificò nelle fonti classiche romane, la persona con l’uomo: infatti, anche lo schiavo era considerato persona, pur avendo riservato a taluni effetti il trattamento delle «cose». È soltanto nel diritto giustinianeo che viene affermando il concetto di persona come soggetto di diritto, e pertanto poiché soggetto può essere non solo l’uomo, ma qualsiasi entità operante nella vita sociale, avente una funzione economica o comunque una destinazione che la caratterizzi nella comunità, il diritto moderno ha tratto da siffatta considerazione le distinzioni fondamentali della persona fisica e della persona giuridica.

Si indica con il termine di persona fisica ogni essere avente forma umana, senza distinzione di età, di sesso, di razza, di religione, di condizione personale e sociale che sia nato vivo. La nascita e la vita sono quindi i requisiti della persona fisica. Essa nasce quando è separata completamente dal corpo materno ed è viva quando ha respirato in modo completo. Ogni persona fisica nata viva è soggetta di diritto ed acquista fino dalla nascita la capacità giuridica che diventa poi, al compimento del 21. anno di età, capacità di agire. Secondo il nostro ordinamento giuridico tutte le persone nate acquistano i diritti della personalità ed i diritti di famiglia. Gli attributi della persona fisica come soggetto di diritti risultano strettamente connessi alle norme che regolano la sua capacità giuridica. Alla persona fisica vengono generalmente attribuiti dei diritti strettamente connessi alla stessa, sotto l’aspetto sia fisico sia morale, come per esempio, il diritto alla vita e alla integrità corporale, alla libertà, all’onore, ecc., detti finche, nella scienza giuridica, diritti personalissimi.

Essi trovano adeguata norma giuridica di fronte a tutti mediante le norme contenute nel Codice penale, nelle leggi di polizia e di pubblica sicurezza, nelle leggi sanitarie e, in genere, nella norma che impone il risarcimento del danno cagionato da atti illeciti. La dottrina non ritiene che si tratti di veri e propri diritti soggettivi, mentre invece considera tale, per esempio, il diritto al nome. Si è detto sopra che l’antico diritto romano non conosceva il concetto di persona giuridica.

Basato infatti essenzialmente sulla pratica, non poteva ammettere che collettività di persone variabili e diversamente composte si dovessero raggruppare, sia pure per finzione giuridica, in un’unica entità astratta, alla quale fosse riconosciuta una sfera di attività giuridica (possedere, ricevere in eredità, ecc.) allo stesso modo dell’uomo singolo. Nel diritto giustinianeo comincia invece ad affiorare il concetto di universitas o di un tutto omogeneo, giuridicamente capace, pur essendo composto di innumerevoli parti concorrenti alla sua formazione, e il concetto si viene poi sviluppando gradatamente sotto le speci della corporazione e della fondazione.

Nel diritto moderno, la persona giuridica assume denominazioni svariate, come quelle di persona fittizia, ente incorporale, ente o corpo morale, ecc., che però non sembrano bene corrispondere al significato effettivo della persona giuridica in contrapposto alla persona fisica: infatti, ad essere precisi, anche l’uomo stesso potrebbe essere definito a sua volta una persona giuridica, mentre una piú logica distinzione si ha contrapponendo all’idea di persona fisica il termine di persona incorporea.

In genere, la persona giuridica — che il diritto ha dovuto necessariamente considerare in quanto degna di godere per la sua funzione sociale di un’adeguata tutela al pari dei singoli individui — viene genericamente definita « una unità organica risultante prevalentemente da una pluralità di persone o da un complesso di beni, e alla quale viene riconosciuta dallo stato una capacità di diritti, per il conseguimento di uno scopo collettivo lecito e determinato». Gli elementi che dànno luogo ad una persona giuridica sono quindi: una pluralità di persone, dei beni che costituiscono il complesso patrimoniale dell’ente, il perseguimento di uno scopo lecito e determinato, interessante una collettività di persone (benefico, scientifico, artistico, commerciale, ecc.), l’organizzazione concreta indispensabile al materiale svolgimento dello scopo, e, infine, il riconoscimento da parte dello stato.

Secondo lo scopo che si propongono, le persone giuridiche si dividono a loro volta in pubbliche, ovvero che operano per un fine coincidente con un fine dello stato (province, comuni, enti di assistenza, ecc.) e in private, operanti per altri fini collettivi. Le persone giuridiche nascono materialmente dall’atto costitutivo, col quale piú persone si associano (nelle associazioni) o una persona dispone di un complesso di beni di sua proprietà (nelle fondazioni), dando vita ad una unità organica per uno scopo sociale permanente. Il riconoscimento dello stato, salvo i casi in cui la legge stessa riconosce la personalità giuridica ad una intera categoria di enti (per esempio: le società operaie, di muto soccorso), è conferito di volta in volta con decreto del capo dello stato o del prefetto, delegato a riconoscerla per determinate categorie di enti che esercitano la loro attività nell’ambito della provincia (art. 12 Cod. civile). La persona giuridica deve essere registrata nel pubblico registro delle persona giuridica, per offrire ai terzi conoscenza necessaria della sua esistenza: la mancata registrazione importa soltanto la responsabilità personale degli amministratori per le obbligazioni dell’ente. Mentre la capacità giuridica delle persone giuridiche si può dire ristretta ai diritti patrimoniali, tuttavia ad essa può riconoscersi il diritto al nome, alle onorificenze, alla integrità dell’onore, e possono anche attribuirsi poteri tutelari ai minori.

La persona giuridica non può acquistare beni immobili, né accettare donazioni, eredità o legati senza l’autorizzazione governativa, pena la nullità degli atti. Gli organi della persona giuridica sono diversi secondo che si tratti di associazioni (assemblea generale e amministratori) o di fondazioni (amministratori e rappresentanti). La fine della persona giuridica può avvenire per estinzione naturale, quando lo scopo perseguito è stato raggiunto o è irraggiungibile, oppure siano venuti a mancare tutti gli associati, e in tutti i casi previsti nell’atto costitutivo e statuto; per soppressione da parte dello stato; per trasformazioni o fusioni diverse. Particolare importanza nell’ordinamento amministrativo dello stato rivestono però le persone giuridiche pubbliche, ovvero enti pubblici che compiono attività simili a quelle degli organi statali e sono pertanto contraddistinti dalla denominazione di organi indiretti o di amministrazioni indirette dello stato, il quale è, a sua volta, la persona giuridica pubblica per eccellenza. Tra le persone giuridiche pubbliche, che comprendono in linea generale gli enti autonomi, capaci di legiferare di per sé soli, abbiamo gli enti autarchici, ossia capaci di amministrare da soli i propri interessi, in particolare gli enti parastatali, gli enti territoriali e locali (regione, provincia, comune), e gli enti istituzionali.

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