A cosa serve il ferro?

l'importanza del ferro nell'organismo

Il ferro ha compiti essenziali nell’organismo: la respirazione e la funzione cellulare senza di esso non avverrebbero. Il corpo umano possiede quantità di ferro valutata a circa 3 grammi: 2,50 grammi si trovano nell’emoglobina, sostanza chimica che prende l’ossigeno ai polmoni per portarlo ai tessuti; il resto si trova nel midollo rosso delle ossa, nella milza (vera riserva) e nel fegato, ove è combinato a una sostanza proteica: la ferma. Nell’alimentazione troviamo il ferro che occorre.

Il metabolismo del ferro

Fornito mediante l’alimentazione sotto forma di sali ferrosi, il ferro subisce, a livello dello stomaco, l’azione del succo gastrico, specialmente dell’acido cloridrico che lo trasforma in cloruro ferroso. In assenza di questa acidità o di acidi nell’alimentazione (per esempio acido lattico), questa combinazione non avviene e il ferro non è liberato. Il ferro assimilato va a depositarsi negli organi e nei tessuti dove verra utilizzato a seconda delle necessità. L’eliminazione del ferro avviene per mezzo dell’intestino: 20-30 milligrammi sono emessi ogni giorno nelle feci; l’urina ne elimina un solo milligrammo. È chiaro che gli apporti in ferro (sempre sufficienti in un’ordinaria nutrizione) garantiscono la normalità dell’eliminazione.

Il fabbisogno in ferro

Varia secondo l’età e le necessità fisiologiche dell’organismo. Nella donna incinta il fabbisogno è tre, quattro volte superiore a quello della donna nelle normali condizioni. Il feto richiede la costituzione di una riserva importante per fabbricare  i globuli rossi e per la crescita dei tessuti. Durante una gravidanza è necessario dunque preoccuparsi del bilancio in ferro insistendo sugli alimenti piú adatti. Necessario anche garantire alla madre durante l’allattamento un sufficiente apporto in ferro. Nel lattante la riserva apportata della madre deve bastare fin quasi al sesto mese Quando si esaurisce si dovrà aggiungere al latte, che è povero di ferro, cereali, verdure verdi, frutta, tuorlo d’uovo. Se il latte materno e il latte di capra contengono circa da 1 a 3 milligrammi di ferro per ogni litro, quello vaccino ne contiene soltanto 0,5.

Quindi conviene diffidare delle anemie per mancanza di ferro, dette ferroprive nel lattante che non ha avuto il latte materno e non ha beneficiato dall’età di 5-6 mesi, di farine di verdure, che assicurano una fonte in ferro destinata a integi are la riserva. Non si dimentichi che gli sono necessari 15 milligrammi al giorno. Nell’adulto, essendo completata la crescita, diminuisce il fabbisogno in ferro: 5 milligrammi al giorno sono sufficienti. Tuttavia le anemie, dette clorosi che si rivelano con un abbassamento del valore globulare, giustificano una terapia con sali di ferro, che possono essere sali insolubili (protossalato di ferro) o sali solubili (protoioduro di ferro). Il ferro è anche spesso consigliato, al di fuori di ogni anemia, a soggetti semplicemente deboli, ma il cui sangue conserva il suo tasso normale in emoglobina. Tale somministrazione però si rivela inutile: il ferro infatti viene eliminato attraverso l’intestino e le urine senza arrecare alcun beneficio. Conviene perciò prescriverlo soltanto ai soggetti che hanno il sangue realmente povero di ferro. L’abuso del ferro è nocivo, poiché ha azione congestizia, favorendo le emorragie dal naso e le emottisi nei soggetti predisposti.

Nei tubercolosi o anche in coloro che sono stati affetti in precedenza da questa malattia, conviene non prescriverlo. Studi e ricerche hanno messo in evidenza l’importanza di un altro elemento minerale, il rame, la cui destinazione e legata a quella del ferro, dal momento che la formazione è resa molto difficile in assenza di rame. Concludiamo dicendo che il ferro è indispensabile all’organismo (il bambino non potrebbe farne a meno) ma ciò che conta e l’equilibrio di apporto di tutti gli elementi necessari alle funzioni del sangue e alla crescita della vita cellulare (ferro, rame, manganese, ecc), che sono forniti da una nutrizione equilibrata e variata a base di vegetali e frutta che sono le fonti principali piú facili da assimilare da parte dell’organismo.

Il compito del ferro nell’organismo

Il ferro consente all’emoglobina del sangue di svolgere il suo compito. L’emoglobina fissa l’ossigeno in virtú dell’ematina, sostanza albuminoide particolarmente ricca di ferro. Il sangue povero di ferro e povero di emoglobina possiede dunque meno ossigeno e ciò disturba molte funzioni vitali dell’organismo. Il ferro che si trova nei tessuti (ferro tissulare) ha un’importante azione nei fenomeni di ossidazione e di fermentazione. Grazie al ferro l’ossidasi agisce per favorire l’azione dell’ossigeno nelle cellule: accelerazione della nutrizione, del ricambio della circolazione, della conti azione muscolare che non è normale in assenza di ferro. Notiamo ora che la riserva di ferro si costituisce grazie alla distribuzione dell’emoglobina che ha esaurita la sua funzione. La milza e il midollo osseo possiedono cellule distruttrici dell’emoglobina il cui ferro liberato servirà alla fabbricazione di nuove cellule.

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